Fiery Furnace ad Arches National Park: come visitarla e la nostra esperienza

Fiery Furnace ad Arches National Park: come visitarla e la nostra esperienza

Ci sono luoghi che si visitano seguendo un sentiero e altri in cui, per qualche ora, bisogna dimenticarsi completamente il concetto di sentiero: Fiery Furnace, ad Arches National Park, appartiene decisamente alla seconda categoria.

Vista dalla strada sembra semplicemente un enorme insieme di pinnacoli e pareti di arenaria rossa, tanto che molti si fermano al Fiery Furnace Viewpoint senza immaginare bene cosa ci sia là dentro. Una volta entrati, però, il paesaggio cambia completamente: ci si ritrova in un vero labirinto di passaggi strettissimi, canyon, rocce da superare, archi nascosti e vicoli ciechi, senza un percorso tradizionale da seguire.

Era una delle esperienze che volevo assolutamente provare durante il nostro ultimo viaggio nello Utah e, dopo averla fatta, posso dire che è anche uno dei modi più particolari e divertenti per scoprire Arches National Park.

Bisogna però organizzarsi per tempo, perché non si può semplicemente arrivare al parcheggio e iniziare a camminare.

Dove si trova Fiery Furnace

Fiery Furnace si trova nella parte centrale di Arches National Park, lungo la strada panoramica principale del parco.

Il suo nome deriva dall’aspetto che assumono le pareti di arenaria quando vengono illuminate dalla luce bassa del sole: soprattutto verso il tramonto, le rocce possono diventare così intensamente rosse e arancioni da ricordare una fornace accesa.

La cosa più interessante, però, è quello che dalla strada non si vede: Fiery Furnace è un intricato sistema naturale di strette gole e passaggi tra enormi sandstone fins, le caratteristiche lame di arenaria che costituiscono una delle formazioni geologiche più riconoscibili di Arches. Entrandoci in mezzo ci si ritrova circondati dalle rocce, spesso senza riuscire a capire dove porti il passaggio che si ha davanti.

È proprio questa conformazione a rendere l’esplorazione completamente diversa da una normale escursione.

Come si visita Fiery Furnace

Per entrare nella Fiery Furnace esistono due possibilità:

  • partecipare a un’escursione guidata da un ranger;
  • ottenere un Self-Guided Exploration Permit e visitarla autonomamente.

Non è quindi possibile entrare liberamente nell’area senza una prenotazione o un permesso.

Il National Park Service limita il numero di persone che possono accedere ogni giorno, sia per motivi di sicurezza sia per proteggere un ambiente particolarmente delicato. una limitazione da prendere sul serio: Fiery Furnace non è un normale trail di Arches.

Visitare Fiery Furnace con un ranger

È l’opzione che abbiamo scelto noi e, soprattutto se è la prima volta che entrate nella Fiery Furnace, è anche quella che personalmente consiglierei.

I Ranger-Guided Hikes vengono normalmente organizzati dalla primavera all’autunno, i posti sono limitati a 32 al giorno (due tour da 14 persone) e la prenotazione è obbligatoria. Le modalità possono cambiare di stagione in stagione, quindi prima del viaggio vi consiglio di controllare sempre il calendario aggiornato su Recreation.gov e sul sito ufficiale di Arches National Park. I bambini sotto i 5 anni non sono ammessi e i bambini sotto i 12 anni devono essere accompagnati da un adulto.

Noi avevamo tenuto sotto controllo l’apertura delle prenotazioni proprio perché Fiery Furnace era una delle esperienze a cui tenevo di più e, considerando il numero limitato di partecipanti, sapevo che andava sold out in pochi minuti.

Al momento in cui scrivo, il costo per il ranger-led tour è di 16 dollari a persona.

Una volta prenotato, controllate attentamente anche le istruzioni relative al check-in e al ritiro del permesso: non basta presentarsi direttamente all’ingresso della Fiery Furnace, bisogna recarsi personalmente a ritirare il pass al Visitor Center di Arches nel pomeriggio precedente alla visita o la mattina stessa dalle 8 (considerate che poi per arrivare al Trailhead ci vuole almeno mezz’ora di macchina).

ATTENZIONE: prezzi, orari, modalità e periodi di apertura possono cambiare. Prima del viaggio verificate sempre le informazioni aggiornate sul sito ufficiale del National Park Service e su Recreation.gov.

Visitare Fiery Furnace in autonomia

L’alternativa è richiedere un Self-Guided Exploration Permit.

In questo caso il permesso deve essere prenotato online in anticipo tramite Recreation.gov. Al momento i permessi possono essere prenotati fino a sette giorni prima e almeno due giorni prima della data scelta, il gruppo può essere composto da un massimo di sei persone e tutti i partecipanti devono essere presenti al momento del ritiro del permesso e dell’orientamento previsto dal parco.

C’è una cosa che secondo me va sottolineata: non sceglierei la modalità self-guided soltanto per avere maggiore libertà.

Dentro Fiery Furnace orientarsi non è affatto banale: esistono piccoli marker che indicano uno dei possibili percorsi, ma non c’è un normale sentiero e ci sono moltissime deviazioni e vicoli ciechi. Anche il GPS può funzionare male tra le alte pareti di arenaria. Senza il ranger, noi ci saremmo persi di sicuro!

Lo stesso National Park Service consiglia a chi entra per la prima volta di partecipare a un’escursione con il ranger oppure di andare insieme a qualcuno che conosca già la zona.

Dopo esserci stata, capisco perfettamente perché.

Quanto è difficile Fiery Furnace?

Questa era una delle domande che mi facevo prima di partire, soprattutto guardando fotografie e video di persone infilate tra due pareti di roccia.

Fiery Furnace non è un’escursione tradizionale e la difficoltà non dipende tanto dai chilometri percorsi o dal dislivello quanto dal tipo di terreno e dai movimenti che bisogna fare.

Durante l’escursione si cammina sulla roccia e sulla sabbia, si attraversano passaggi molto stretti, bisogna salire e scendere dalle rocce e in alcuni punti utilizzare contemporaneamente mani e piedi per avanzare. Ci sono tratti in cui bisogna sostenersi tra due pareti di arenaria, altri in cui bisogna abbassarsi parecchio e altri ancora in cui la soluzione migliore è praticamente strisciare sulla roccia.

Insomma, abbiamo fatto ginnastica. Parecchia. 🙂

Nonostante questo, personalmente l’ho trovata impegnativa ma non pericolosa, e soprattutto molto divertente. Naturalmente è una valutazione personale: serve comunque una discreta agilità, bisogna sentirsi a proprio agio muovendosi sulle rocce e chi soffre particolarmente gli spazi stretti potrebbe vivere alcuni passaggi in maniera diversa. Non è però un’arrampicata tecnica e non bisogna essere alpinisti o escursionisti esperti per partecipare al tour. La definirei più che altro una piccola avventura fisica in mezzo alle rocce.

La nostra esperienza a Fiery Furnace

Noi abbiamo scelto il tour guidato dal ranger e, col senno di poi, sono davvero contenta di averlo fatto, soprattutto perché era la nostra prima volta all’interno di questo piccolo labirinto di arenaria.

Eravamo noi quattro, io, Ale, i nostri compagni di viaggio fotografi Fiorella e Stefano, e l’escursione è durata complessivamente circa due ore, durante le quali abbiamo decisamente fatto più ginnastica di quanto ci aspettassimo.

La cosa più divertente è proprio che non si procede semplicemente camminando 🙂

Bisogna continuamente capire come superare l’ostacolo successivo: appoggiarsi alle rocce, usare mani e piedi, abbassarsi, strisciare e soprattutto riuscire a infilarsi attraverso passaggi talmente stretti da chiedersi per un attimo se sia davvero quella la strada giusta.

E spesso, sì: era proprio quella. 🙂

Ci siamo divertiti tantissimo a cercare il modo migliore per passare da un punto all’altro, mentre il paesaggio continuava a cambiare e dietro ogni parete sembrava aprirsi un nuovo piccolo pezzo del labirinto.

Una parte importantissima dell’esperienza, nel nostro caso, l’ha fatta anche Gonzalo, il ranger che ci ha accompagnati, davvero bravissimo. Non si è limitato a mostrarci dove passare, ma ci ha guidati alla scoperta della Fiery Furnace trasformando quelle due ore in un modo completamente diverso di conoscere Arches National Park.

Probabilmente è proprio questo uno dei motivi per cui, almeno per una prima visita, sceglierei nuovamente il Ranger-Guided Hike: non soltanto perché elimina buona parte del problema dell’orientamento, ma perché permette di capire molto meglio il luogo che si sta attraversando.

Quanto dura l’escursione a Fiery Furnace?

Il nostro tour è durato circa due ore, ma non ragionerei su Fiery Furnace come si fa normalmente con un trail, guardando semplicemente chilometri, dislivello e tempo medio di percorrenza. Qui il ritmo è completamente diverso: ci si ferma, si ascolta il ranger, si aspetta che gli altri componenti del gruppo superino un passaggio, si cerca il modo migliore per affrontare un ostacolo e si esplorano angoli che dalla strada non immaginereste nemmeno esistano.

Per questo non incastrerei Fiery Furnace all’interno di una giornata di Arches già pienissima: meglio lasciarle il suo spazio.

Cosa portare a Fiery Furnace

Le scarpe adatte sono fondamentali. Il National Park Service richiede, per i tour guidati, scarpe da hiking o comunque calzature con una buona aderenza e non permette di partecipare con sandali.

Ogni partecipante deve inoltre avere con sé almeno un litro d’acqua.

Io porterei:

  • scarpe da hiking con buona aderenza;
  • almeno un litro d’acqua a persona, aumentando la quantità nelle giornate più calde;
  • uno zaino piccolo;
  • protezione solare;
  • cappello;
  • abbigliamento comodo che permetta di muoversi facilmente;
  • il minimo indispensabile.

Lo zaino è particolarmente importante perché in diversi punti avrete bisogno di entrambe le mani libere.

E lascerei perdere l’attrezzatura fotografica troppo ingombrante: oltre a essere decisamente scomoda nei passaggi più stretti, anche il National Park Service sconsiglia l’utilizzo del treppiede.

Vale la pena visitare Fiery Furnace?

Per noi assolutamente sì.

Se avete già visto Delicate Arch, Landscape Arch, Windows e gli altri luoghi più conosciuti di Arches National Park, Fiery Furnace permette di scoprire un volto completamente diverso del parco. Non c’è un grande panorama da raggiungere alla fine del sentiero e non esiste neppure una vera e propria meta: l’esperienza è il percorso stesso, il continuo infilarsi tra le rocce, cercare il passaggio, arrampicarsi, abbassarsi, strisciare e scoprire cosa si nasconde dall’altra parte.

Richiede un minimo di agilità e bisogna essere disposti a sporcarsi e a fare un po’ di ginnastica, ma proprio per questo è una di quelle esperienze che alla fine si ricordano molto più facilmente dell’ennesimo viewpoint. Se l’idea di dover usare mani e piedi e attraversare spazi strettissimi vi diverte anziché preoccuparvi, probabilmente vi piacerà moltissimo.

L’unica raccomandazione è organizzarla per tempo, perché i posti sono limitati e non è una di quelle esperienze che lascerei al caso una volta arrivati a Moab.

FAQ su Fiery Furnace

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