Una settimana in Costiera Amalfitana: cosa fare e cosa vedere

Anche quest’anno le nostre vacanze sono state molto italiane: dopo varie gite ed escursioni giornaliere vicino casa, la prima vacanza vera, con pernottamento di più giorni in hotel, dopo 2 anni ci ha fatto scoprire una perla del nostro paese che, colpevolmente, non avevamo ancora visto: la Costiera Amalfitana. Devo ammettere che, dopo tutto questo tempo, quasi quasi mi stavo dimenticando come preparare una valigia per 7 giorni 🙂

Abbiamo scelto di raggiungere la costiera con la nostra macchina – niente dunque aereo, treno, auto a noleggio – per comodità: volendo visitare più posti possibili in zona – comprese mete “fuori zona” come Pompei – disporre di un mezzo proprio era indispensabile. Certo, la strada è lunghetta – circa 9 ore senza contare le soste – e per questo all’andata, disponendo di un giorno in più, abbiamo scelto di spezzare il viaggio con una sosta in Toscana, nell’incantevole borgo di Petroio (Siena).

Dove alloggiare in Costiera Amalfitana?

Le opzioni, quando si sceglie una vacanza in Costiera Amalfitana, sono essenzialmente due:

  1. Soggiornare in una delle località più famose ma anche più congestionate come Positano o Amalfi
  2. Scegliere un punto d’appoggio nell’entroterra, più decentrato ma molto più tranquillo (ed economico)

La nostra scelta è caduta sulla seconda opzione, e non potevamo fare scelta migliore! Abbiamo pernottato 7 notti nel b&b (definizione riduttiva per quello che è, a tutti gli effetti, un boutique hotel) Villa Paradise Resort ad Agerola: al centro della Costiera Amalfitana, ma in altura, sulle montagne a picco sul mare, ogni camera – anche la nostra – ha una vista pazzesca sul mare, sulla penisola sorrentina e su Capri, ogni punto della Costiera è raggiungibile in 1/2ora – 1 ora al massimo (Agerola si trova proprio a metà strada tra Amalfi e Positano) e c’è una tranquillità e un silenzio che nelle località più glamour si sognano. Il prezzo, inoltre, è decisamente inferiore per una qualità molto più alta.

La vista dal Villa Paradise Resort

La nostra camera luxury era la “Oceano di Sole”: ampio balcone con sdraio e ombrellone, stanza grandissima, minibar, tvsat e vasca idromassaggio con cromoterapia. Un sogno! L’accoglienza di Massimo e Franca, i gestori, è davvero unica: sempre disponibili per un consiglio, una dritta, una semplice chiacchiera, sono stati davvero insostituibili, ad esempio per dirci dove parcheggiare a Positano, dove mangiare ad Amalfi (al Ristorante Lo Smeraldino, vista impareggiabile, cibo ottimo e parcheggio riservato ai clienti!), come visitare Capri (abbiamo scelto il traghetto di Alicost che mette a disposizione una navetta gratuita da Agerola ad Amalfi). Hotel pulitissimo e nuovissimo, un vero gioiello; gestione covid impeccabile, torte fatte in casa a colazione… cosa volere di più?

Cosa vedere in Costiera Amalfitana? Quali borghi scegliere e come suddividere il programma di viaggio?

In attesa di raccontarvi per filo e per segno ogni località che abbiamo visitato e ogni esperienza che abbiamo vissuto, vi dico fin da subito che abbiamo fatto tutto quello che ci eravamo prefissi di fare. Io e Ale non siamo tipi da mare perciò non abbiamo dedicato neanche 5 minuti a prendere il sole o a fare il bagno nelle acque amalfitane, ma ci siamo concentrati sui piccoli borghi, sull’arte e la cultura, sulle esperienze. Ad inizio settimana abbiamo fatto un elenco delle cose che avremmo voluto fare e, in base anche alle previsioni meteorologiche (ci è andata meravigliosamente, visto che non c’è stata una nuvola e una goccia di pioggia in 8 giorni) e alle distanze chilometriche tra le varie località, abbiamo stilato un programma che è stato poi rispettato.

Questo, schematicamente, quello che abbiamo fatto:

  • Giorno 1: viaggio da Trieste a Petroio (Siena), con sosta a San Gimignano
  • Giorno 2: spostamento verso Agerola, con sosta e visita alla Reggia di Caserta
  • Giorno 3: visita di Pompei, cena ad Amalfi e visita di Amalfi by night
  • Giorno 4: Grotta dello Smeraldo, Positano, Sorrento, on the road sulla penisola sorrentina, cena a Maiori
  • Giorno 5: Ravello, Amalfi (visita al Museo della Carta con annessa esperienza di produzione della carta artigianale di Amalfi), Atrani
  • Giorno 6: Sentiero degli Dei (uno spettacolare sentiero panoramico che parte da Agerola e arriva a Nocelle, sopra Positano) e rientro da Positano ad Amalfi in barca con guida
  • Giorno 7: Minori, Cetara, Vietri sul Mare
  • Giorno 8: escursione a Capri
  • Giorno 9: rientro a Trieste (con breve sosta lungo la strada a Civita di Bagnoregio – Viterbo)

Naturalmente, ci sarebbero state molte più cose da vedere ed esperienze da fare, ma questa non può che essere una scusa per tornare in costiera (e torneremo certamente nello stesso hotel): dobbiamo visitare Ercolano, salire sul Vesuvio, andare ad Ischia, fare un altro dei meravigliosi sentieri dell’entroterra (ad esempio il Sentiero delle Ferriere) e riuscire a visitare il famoso e instagrammatissimo Fiordo di Furore (siamo riusciti a vederlo solo dalla strada in velocità, perché non c’è modo di parcheggiare nelle vicinanze).

Primo giorno: da Trieste a Petroio (Siena) – Visita di San Gimignano

Spezzare il primo giorno di viaggio è stata una scelta vincente: un po’ per caso, scegliamo la provincia di Siena per la sosta di metà viaggio e il piccolissimo borgo di Petroio, dove alloggiamo nello stupendo boutique hotel di Palazzo Brandano.

Petroio è un borgo piccolissimo, di appena un centinaio di abitanti, praticamente senza negozi e con pochissimi servizi: il cellulare prende poco e male – e questo è decisamente un bene per fare un po’ di social detox – e il panorama è spettacolare. Palazzo Brandano è un piccolo hotel con un ristorante di livello – Da Bartolomeo – dove abbiamo soggiornato nella camera Raffaello, dotata di una spettacolare vasca idromassaggio. La colazione è servita nella terrazza con panorama sulle colline senesi, e la pace e la cura del dettaglio regnano sovrane.

Il Ristorante Da Bartolomeo e l’hotel Palazzo Brandano a Petroio
Il borgo di Petroio (SI)
La vista da Palazzo Brandano
La terrazza del ristorante Da Bartolomeo (Palazzo Brandano) di notte
La colazione a Palazzo Brandano

Approfittiamo di questa sosta in Toscana per un giretto a San Gimignano, che non visitavamo da più di dieci anni: sempre meraviglioso, sempre autentico, sempre pieno di turisti (sì, anche in quest’anno particolare di pandemia). La sera, essendo purtroppo pieno il ristorante dell’hotel, siamo andati su suggerimento dei ragazzi di Palazzo Brandano da Ritorno di Fiamma a Montisi (SI): un ristorantino carinissimo in un borgo meraviglioso!

San Gimignano
Il giardino al tramonto al ristorante Ritorno di Fiamma di Montisi (SI)
Il Borgo di Montisi (SI)
Cosa c’è di più toscano di un campo di girasoli?

Secondo giorno: Reggia di Caserta

Abbiamo scelto di spezzare il viaggio anche per poter visitare il giorno successivo la Reggia di Caserta, distante circa un’ora dalla nostra destinazione finale in costiera.

La Reggia di Caserta

La Reggia e il parco coprono un’area davvero immensa praticamente al centro della città; il biglietto di 14€ permette di visitare sia l’interno degli appartamenti reali che l’immenso parco con il giardino inglese. Se i primi brillano davvero per cura e pulizia, e anche la parte centrale del parco, con le vasche e la fontana, non è da meno, lo stesso non si può dire dei percorsi periferici e delle aree “secondarie” del parco e dei giardini: erba non tagliata, incuria generale, sentieri abbandonati a se stessi. Un pessimo biglietto da visita, devo dire, per i numerosi turisti che scelgono di visitarla in tutti i suoi angoli.

La solita immancabile foto stupida negli Appartamenti Reali 🙂

Dalla Reggia si può raggiungere la parte più lontana del parco – da dove si accede al Giardino Inglese – a piedi (ma sono 2/3 km in salita), noleggiando una bici (anche elettrica) o con le navette. Qui trovate una mappa del parco e dell’intero complesso:

Terzo giorno: Pompei

Scegliere come base Agerola ci ha permesso di raggiungere agevolmente anche Pompei, che volevamo assolutamente visitare. Inutile dire che l’area archeologica è immensa e va messa in conto un’intera giornata per visitarla tutta. Le case, le strade, i mosaici, i calchi delle vittime sono assolutamente impressionanti ed emozionanti: la calca di turisti e il caldo non diminuiscono l’impressione che quest’area archeologica enorme, in continua evoluzione (si continuano a scoprire reperti), riesce a dare.

L’ingresso all’area archeologica da Piazza Anfiteatro
I colori impressionanti dei dipinti in alcune case, conservati perfettamente in 2000 anni
All’interno delle case sono stati ricreati i giardini esattamente com’erano

All’interno dell’area sono presenti varie fontanelle e un bar/self service, ma vi consiglio comunque di portare con voi acqua, snack, oltre ad un cappellino. Fa veramente molto caldo. Per quanto riguarda le normative covid, al momento (luglio/agosto 2021) la mascherina è obbligatoria solo all’interno delle varie case.

La cosa più impressionante è sicuramente vedere i calchi in gesso delle vittime

Qui trovate la mappa con vari possibili itinerari di visita:

La sera, rientrati in costiera, scegliamo – su suggerimento di Massimo, il proprietario dell’hotel dove alloggiamo – di cenare ad Amalfi al Ristorante Lo Smeraldino, e facciamo un primo giro del borgo di Amalfi by night (il Duomo di Amalfi illuminato è qualcosa di sconvolgente).

Amalfi al tramonto dal nostro tavolo al Ristorante Lo Smeraldino
Il Duomo di Amalfi by night è qualcosa di pazzesco

Quarto giorno: Grotta dello Smeraldo, Positano, Sorrento

Il primo vero giorno in Costiera Amalfitana inizia con la visita alla Grotta dello Smeraldo, un must per chi arriva in zona: situata lungo la famosa strada SS163 che costeggia zigzagando tutta la costa e che percorreremo un’infinità di volte in questi giorni, all’altezza di Conca dei Marini, si tratta di una grotta che non comunica direttamente con il mare ed è caratterizzata da un color verde smeraldo dovuto ai raggi del sole che penetrano da un’apertura. L’ingresso (6€) si raggiunge o in barca con escursioni da Amalfi, o con degli ascensori che scendono direttamente dalla SS163. La visita dura una decina di minuti e merita anche per la simpatia e “tipicità” dei barcaioli che conducono la zattera su cui si effettua la visita.

L’ingresso della Grotta dello Smeraldo sulla SS163, a Conca dei Marini
Foto indecente 🙂

Dopo aver visitato la grotta, ci dirigiamo verso la perla della costiera, il must che non potevamo assolutamente perdere: Positano. Vi dico subito che i parcheggi sono impossibili e carissimi (10€ all’ora nei parking), che c’è un’infinità di gente accalcata lungo le stradine, e che tutto suona un po’ troppo finto e turistico, ma che Positano, in ogni caso, va vista. Noi ci passiamo un paio d’ore, gironzoliamo senza meta, facciamo qualche foto, curiosiamo nei negozietti. Non mangiamo (non oggi, almeno) e non compriamo nulla, ma sono due ore piacevoli nonostante il caldo.

Positano vista dalla SS163
Bougainville ovunque!

Ripresa la macchina, ci spingiamo ad Ovest, sconfinando dalla Costiera Amalfitana per raggiungere la Penisola Sorrentina: sosta di un’oretta a Sorrento – parcheggiamo al Porto e raggiungiamo la città, che si trova in alto sulla scogliera, con l’ascensore – in piena ora di pranzo, visitando un paio di chiese e curiosando tra i negozietti di prodotti a base di limone, ma ci è stata sufficiente. Il panorama sul mare dalla terrazza della Villa Comunale è degno di nota e va visto.

Ripresa la macchina, torniamo in Costiera scegliendo di fare il giro lungo e percorrere l’intera penisola sorrentina, per dare uno sguardo alle immense limonaie e all’Isola di Capri, che visiteremo fra qualche giorno. Rientrati in Costiera, ci spingiamo fino a Maiori (la cittadina forse più “simile a Rimini”, passatemi il paragone, della Costiera) per cenare con i fritti e la pizza napoletana del Ristorante Mammato.

Lungo la Penisola Sorrentina, tornando a Positano
Positano vista da ovest

Quinto giorno: Ravello e Amalfi

L’idea era di partire con la visita di Amalfi e di proseguire poi con Ravello (situata nell’entroterra, più in “quota”) ma la mancanza di parcheggi liberi ad Amalfi ci fa invertire il programma: raggiunta Ravello e parcheggiato nel parcheggio Piazza Duomo (3€ all’ora), centralissimo, visitiamo prima il Duomo, poi la celeberrima Villa Rufolo (ingresso 6€) con i suoi meravigliosi giardini e la vista più fotografata della costiera (con i celebri pini a picco sul mare), e poi, dopo qualche centinaio di metri a piedi, il giardino di Villa Cimbrone (ingresso 7€), con la famosissima Terrazza dell’Infinito.

Il Duomo a Ravello
Particolari preziosi nel Duomo di Ravello
L’ingresso di Villa Rufolo, in Piazza Duomo
L’architettura moresca di Villa Rufolo
La vista più famosa della Costiera
Le deliziose stradine di Ravello che conducono a Villa Cimbrone
I giardini di Villa Cimbrone
La vista dalla Terrazza dell’Infinito
La vista dalla Terrazza dell’Infinito a Villa Cimbrone
Il bar a Villa Cimbrone
Villa Cimbrone è anche un lussuosissimo hotel

Dopo una sosta granita al limone ad un tavolino davanti al Duomo (abbiamo perso il conto delle granite e limonate bevute in questi giorni), ci spostiamo ad Amalfi, dove ci attende un’esperienza che, per il mio lavoro – per chi non lo sapesse, progetto e creo partecipazioni di nozze personalizzate – aspettavo con ansia: la visita del Museo della carta d’Amalfi Amatruda, con la possibilità di “produrre” il mio foglio di carta artigianale d’Amalfi. Essendo una cliente di Amatruda per lavoro, non vedevo l’ora di vedere dal vivo il processo produttivo, vecchio di quasi 1000 anni. È davvero una bella esperienza, molto adatta anche ai bambini.

Amalfi è piena di angolini deliziosi
È il momento del Museo della Carta di Amalfi
Ale alle prese con la produzione del suo foglio di carta Amalfi
Di giorno il Duomo di Amalfi è se possibile ancora più bello!

Dopo Amalfi è il turno di una veloce visita al vicinissimo piccolo borgo di Atrani, caratterizzato dal ponte stradale che lo attraversa.

Sesto giorno: Sentiero degli Dei

Come saprete (visti gli altri articoli sulle escursioni montanare che io e Ale spesso facciamo) a noi piace parecchio camminare in montagna e fare trekking, e la Costiera – sorpresa! – è ricca di percorsi escursionistici con dislivelli anche importanti, considerando che le montagne alle spalle del mare raggiungono i 1000 metri. Il Sentiero degli Dei, il più famoso di questi percorsi, è un tratto lungo 5km solo andata costantemente a picco sul mare, che congiunge Bomerano, frazione di Agerola, al borgo di Nocelle, sopra Positano. Dislivello minimo, panorami incredibili assicurati. Visto il caldo, partiamo prima possibile – alle 8:30 siamo già in marcia – e in un paio d’ore, e centinaia di foto dopo, raggiungiamo Nocelle, dove ci riposiamo per una mezz’ora nella piazzetta del paese dove il chiosco di granite e spremute di limone più famoso della zona rifocilla a dovere gli escursionisti, prima di scendere i 1600 gradini (ahiaaa i polpacci) fino alla SS163, che un paio di chilometri dopo arriva a Positano.

L’inizio dei 1600 gradini che da Nocelle portano sulla SS163

Vi consiglio, quando imboccate il sentiero a Bomerano, di dare retta al ragazzo con il banchetto delle escursioni che troverete e prenotare direttamente il trasferimento in barca da Positano ad Amalfi, una volta finito il sentiero e visitata Positano. Il tragitto è molto bello e la guida veramente simpatica (tragitto organizzato da Il Timone).

La Costiera vista dal mare

Rientrati ad Amalfi con la barca e raggiunto l’hotel con il trasporto di linea, per la cena scegliamo la pizza napoletana spaziale della Pizzeria Ai Galli di Agerola: ottima, ma bisogna assolutamente prenotare per trovare posto.

Settimo giorno: Minori, Cetara, Vietri sul Mare

Oggi ci spingiamo nella parte est della Costiera Amalfitana, molto diversa, meno glamour e più autentica della parte ovest: cominciamo con il piccolo borgo di Minori, che si visita davvero in poco tempo e dove la sosta è d’obbligo alla pasticceria di Sal De Riso: Ale prende la sua famosa delizia al limone, io la cioccolatosa torta cinque sensi, con due succhi di frutta di loro produzione. Tutto da leccarsi i baffi!

Delizia al Limone e Torta Cinque Sensi da Sal De Riso a Minori
Il Duomo di Minori ha lo stesso colore della Delizia al Limone, sarà un caso? 🙂

Dopo Minori, saltiamo Maiori che abbiamo visitato l’altra sera e facciamo sosta a Cetara: un piccolo borgo di pescatori, davvero autentico e poco turistico, famoso per la pesca delle alici e la colatura di alici che se ne ricava: andiamo mirati ad assaggiare gli scialatielli con la colatura di alici da Cetara Punto e Pasta e non ce ne pentiamo, sono davvero ottimi!

Cetara
La pasta con la colatura di alici tipica di Cetara
Cetara

Il borgo dopo Cetara è l’ultimo della Costiera Amalfitana verso est, ossia Vietri sul Mare: più che un borgo è una vera e propria cittadina, famosa per le ceramiche, i cui negozi e laboratori colorano davvero tutto il centro. Fa caldissimo, quindi ci limitiamo a gironzolare per le viuzze del centro storico e a fotografare la celeberrima e super instagrammabile casa azzurra e rosa con le maioliche sulla facciata.

Vietri sul Mare
Vietri sul Mare
La casa più instagrammata di Vietri sul Mare

Ottavo giorno: Capri

Oggi la sveglia suona presto, si va a Capri! Per raggiungere l’isola partono traghetti e aliscafi da Amalfi e Positano di varie compagnie: noi abbiamo scelto, su consiglio dell’hotel, Alicost che, con 35€ a persona andata e ritorno, ci porta da Amalfi a Capri e ci viene anche a prendere ad Agerola con navetta gratuita.

Positano vista dal mare
L’arrivo a Capri

Il tragitto – che ferma anche a Positano – dura un’oretta e ci sbarca a Marina Grande. Sulla barca decidiamo di prendere parte ad un’escursione guidata che ci porterà in pulmino prima ad Anacapri e poi a Capri. L’isola infatti si divide in due comuni, Capri e Anacapri per l’appunto, e la visita del secondo, senza escursione guidata, non sarebbe stata così scontata. Anacapri è più panoramica e meno turistica (=meno cara), piena di bougainville e angolini da fotografare, e meno affollata; Capri è decisamente più glamour, lussuosa e congestionata di turisti e vips (qualche giorno fa sono passati di qui Jennifer Lopez e Ben Affleck).

Marina Grande e Capri viste da Anacapri
La celeberrima Piazzetta

Finita l’escursione a piedi e in pulmino, decidiamo anche di fare il giro dell’isola sempre con guida: passiamo sotto i faraglioni e costeggiamo tutte le grotte più famose (tra cui la celeberrima Grotta Azzurra, che visiteremo la prossima volta). A metà pomeriggio riprendiamo il traghetto e rientriamo ad Amalfi e poi ad Agerola.

I Faraglioni

Per l’ultima cena in costiera abbiamo scelto un ristorantino di pesce in un borghetto veramente caratteristico, Marina di Praia (frazione di Praiano). Da Armandino mangiamo davvero divinamente e salutiamo come si deve la Costiera, ci rivedremo!

Marina di Praia al tramonto

Nono giorno: si torna a casa passando per Civita di Bagnoregio

Oggi ci aspetta la traversata d’Italia in macchina: 8/9 ore da Agerola a Trieste, in una giornata di inizio agosto da bollino nero in autostrada. Per fortuna la situazione è molto meno tragica del previsto, e troviamo anche il tempo per una sosta molto veloce a Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo, “la città che muore”: per percorrere il famoso ponte che costituisce l’unico accesso (pedonale) al borgo bisogna pagare un biglietto, noi non abbiamo comunque tempo per la visita quindi decidiamo di accontentarci di una foto da lontano, sarà un altro posto in cui tornare 🙂

La Costiera Amalfitana ci ha stupito tantissimo: tutti ci avevano detto che ce ne saremmo innamorati, ed è stato proprio così. Panorami mozzafiato, gente stupenda ed accogliente, gastronomia spaziale. Quello di cui siamo più soddisfatti è il fatto di non aver vissuto solo la parte “glamour” e super turistica della costiera (come sarebbe successo alloggiando ad esempio a Positano) ma di aver assaporato la parte interna, più autentica. Alloggiare ad Agerola è stata davvero una scelta vincente.

Un pensiero su “Una settimana in Costiera Amalfitana: cosa fare e cosa vedere

  1. Un viaggio davvero ricco e completo, tra avventura e cultura, come piacciono a me! Buona l’idea di spezzare il tragitto più lungo con tappe. Vorrei visitare la costiera amalfitana in bassa stagione, però, per godermi questi luoghi meravigliosi senza troppi altri turisti.

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