USA on the road 2017: Bodie, Mono Lake e Manzanar

Lunedì 7 agosto – Bodie

Dopo aver percorso la meravigliosa Tioga Road, con mille soste fotografiche a Olmstead Point, Tenaya Lake, Tuolumne Meadows, arriviamo a Lee Vining: il panorama davanti a noi si fa più piatto, e nell’ultimo tratto di Tioga Road ecco spuntare davanti a noi il Mono Lake in tutta la sua ampiezza. Il lago è famoso per le formazioni di tufo che emersero soprattutto sulla sponda sud quando fu aperto il vasto acquedotto della City of Los Angeles. Dal 1941 agli anni Novanta il livello delle acque del lago scese di ben 12 metri, ma ora, fortunatamente, ha ripreso a salire.

Giunti alla fine della Tioga Road, in prossimità del lago, giriamo a sinistra verso il centro del paese; prima dell’incrocio tra la 120 (Tioga) e la 395, sulla destra c’è una deviazione per un Vista Point che permette di ammirare il lago e tutta la zona da una posizione privilegiata.

Prima di fare check in all’hotel scelto per questa notte, decidiamo di proseguire verso la nostra meta della giornata – la città fantasma di Bodie – che chiude al pubblico alle 18.

La città nasce come piccolo centro minerario e prende il nome da William Bodey, primo cercatore d’oro della regione. Nel 1876 viene scoperto nella zona un nuovo giacimento e la cittadina si sviluppa rapidamente fino a raggiungere i 7000 abitanti nel 1880, con ben 65 saloon attivi.

Il declino della cittadina comincia nel 1912, e l’ultima miniera viene chiusa nel 1942. Descritta per la prima volta come città fantasma nel 1915, è una destinazione di indubbio fascino da inserire assolutamente in un tour dei parchi dell’ovest.

Per raggiungerla, dobbiamo percorrere una strada in parte sterrata di qualche chilometro: arrivati e pagata la fee di ingresso (8$), la città ci accoglie con tutta la sua atmosfera d’altri tempi, aumentata dal fatto che manca poco alla chiusura, il sole si sta abbassando, ed è tutto ancora più surreale e spettrale.

Dopo la visita della ghost town, torniamo sui nostri passi in direzione Bridgeport, dove pernotteremo al Virginia Creek Settlement, hotel, ristorante, cabins. La nostra è una delle camere storiche caratterizzate dall’arredamento in legno e soprattutto dal letto altissimo. Menzione speciale per i pancakes di dimensioni eccezionali serviti la mattina per colazione.

Facciamo check in, per cena scegliamo i cheeseburger al Whoa Nellie Deli consigliato un po’ ovunque e torniamo subito in camera: la preoccupazione di ora è Ale, che per non smentire la “migliore” delle nostre tradizioni nei viaggi in America, ha un fastidioso mal di denti che sta peggiorando, ha già preso 2 OKI ma sembrano non fare tantissimo effetto… spero che si decida a chiamare il dentista, per fortuna ho dietro gli antibiotici che aveva dato a me in via precauzionale!

Martedì 8 agosto – Mono Lake, Mammoth Lakes e Manzanar

Ci svegliamo al Virginia Creek Settlement dopo una notte da incubo per il dente di Ale: ad un’ora umana anche per il fuso orario chiama il dentista che come da previsioni gli dice di prendere l’anti infiammatorio e l’antibiotico che aveva dato a me per precauzione. Ha vinto 4 giorni di antibiotico quindi, e ovviamente saranno i giorni più caldi della vacanza vista la meta (Death Valley!).

Facciamo colazione in hotel con i mega pancakes buonissimi (l’hotel era stato segnalato per le ottime colazioni), e via verso la Death Valley, ultima meta in California per questa prima parte di vacanza. Abbiamo in previsione diverse soste, la prima delle quali è Mono Lake, che vogliamo vedere meglio dopo averlo solo intravisto ieri dalla strada.

Non scendiamo verso il lago e scegliamo di vedere le formazioni di tufo solo da lontano, la strada verso la Death Valley è ancora lunga e abbiamo ancora molte soste da fare!

Dopo Mono Lake, infatti, ci aspetta Mammoth Lakes: il paesaggio cambia ancora, e ci accoglie una tipica località di villeggiatura di montagna, dove volendo potremmo passare alcuni giorni tra escursioni, gite alle cascate, o visita del Devils Postpile National Monument. Noi abbiamo davvero poco tempo così ci limitiamo ad un giro del paese e del Lake Mary, e ad una sosta strategica in supermercato per comprare il pranzo e l’acqua.

Ultima sosta, prima di arrivare alla Death Valley, Manzanar: campo di raccolta degli americani di nazionalità giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale, ufficialmente con lo scopo di “proteggerli”, in realtà per concentrarli in un unico posto, è un incrocio tra i campi di concentramento e i campi di raccolta dei profughi istriani. Una sosta assolutamente imperdibile, a mio parere, per approfondire una pagina poco conosciuta della storia americana (per approfondire questo il sito ufficiale).

Ci fermiamo in un’area picnic lungo la strada a mangiare le insalate comprate da Walmart e siamo pronti per una delle tappe clou di questo viaggio: la Death Valley ci aspetta!

3 pensieri su “USA on the road 2017: Bodie, Mono Lake e Manzanar

  1. Pingback: USA ON THE ROAD 2017: DEATH VALLEY – SEI SEMPRE IN GIRO

  2. Pingback: USA ON THE ROAD 2017: YOSEMITE – SEI SEMPRE IN GIRO

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