USA on the road 2017: Capitol Reef e Goblin Valley

USA on the road 2017: Capitol Reef e Goblin Valley

Dopo aver esplorato Bryce Canyon e aver evitato la pioggia per un pelo, verso le 14 ci rimettiamo in macchina in direzione CAPITOL REEF, passando per la meravigliosa scenic byway UT12: davanti a noi un paesaggio davvero unico, con viewpoint dove fermarsi a fare bellissime foto (in una di queste soste abbiamo trovato ovviamente una famiglia francese, i cui figli adolescenti si sono praticamente dati alla fuga saltando da una roccia all’altra finché i genitori hanno cominciato a preoccuparsi non vedendoli più…).

Il panorama sul paesaggio da uno dei viewpoint lungo la UT12

Rocce striate dai colori incredibili lungo la UT12
Il cartello di ingresso a Boulder, una delle cittadine che incontriamo lungo la UT12

Arriviamo a Tropic prima di cena, mangiamo nel ristorante del bellissimo Capitol Reef Resort con un ottimo filetto e via a nanna! Il resort offre sistemazioni normali (noi abbiamo scelto una camera con doppio letto queen size) ma anche bungalow deluxe e soprattutto teepees e carovane con letti a castello disposti attorno ad un fuoco dove arrostire i marshmallows, per un’esperienza davvero particolare.

La nostra camera king size al Capitol Reef Resort a Torrey
Al Capitol Reef Resort si può dormire anche in un teepee indiano
La vista al tramonto su Capitol Reef dal Capitol Reef Resort

Alla scoperta di Capitol Reef

La mattina ci svegliamo, facciamo colazione in hotel e via a scoprire CAPITOL REEF, uno dei parchi che non avevamo visto nel tour del 2010: un parco davvero bellissimo, spesso sottovalutato e snobbato ma proprio per questo più tranquillo e meno affollato, con stupendi panorami di rocce rosse.

La Scenic Drive che attraversa il parco
Il panorama di Capitol Reef, con le sue rocce rosse

Cominciamo con un paio di viewpoint (PANORAMA POINT e GOOSENECKS OVERLOOK), percorriamo poi la SCENIC DRIVE che attraversa il parco e anche un pezzetto della sterrata di CAPITOL GORGE ROAD (sfruttiamolo, questo SUV!), per poi fermarci all’imperdibile sosta di FRUITA, un’oasi verde al centro del parco. Immancabile l’acquisto dei prodotti tipici alla GIFFORD HOUSE: Ale prende la famosa apple pie, io un gelato fatto in casa, che ci gustiamo sui tavoli da picnic all’esterno. Questa zona è famosa per gli avvistamenti dei caprioli, che sono davvero di casa e molto domestici… noi, ovviamente, non li incontriamo!

Ale lungo il sentiero che porta al Goosenecks Viewpoint

La vista da Goosenecks viewpoint

La Scenic Drive che attraversa Capitol Reef
L’ingresso alla sterrata di Capitol Gorge
Capitol Gorge Road

L’oasi di Fruita, nei pressi della Gifford House
Un carro nell’oasi di Fruita, vicino la Gifford House
La Gifford House a Fruita
Le torte fatte in casa alla Gifford House
L’ingresso di uno dei frutteti a pagamento

Le piccole e deliziose mele che si possono cogliere gratis, con sullo sfondo le rocce rosse di Capitol Reef

Finita la pausa dolce, proseguiamo verso i PETROGLIFI (sono veramente affascinata da queste pitture rupestri così antiche), dove, finalmente, vediamo dei caprioli (anche dei cuccioli!), e ci incamminiamo nell’unico trail previsto per oggi, per raggiungere l’HICKMAN BRIDGE. Sentiero breve ma molto soddisfacente, l’arco di roccia è davvero imponente. A Fruita raccogliamo anche la frutta – alcuni frutteti sono a libero accesso (occhio ai cartelli), e cogliamo gratuitamente delle ottime piccole mele gialle.

Petroglifi (incisioni rupestri) nei pressi dell’inizio del trail per l’Hickman Bridge

L’inizio del sentiero per l’Hickman Bridge
Ale all’inizio del sentiero per l’Hickman Bridge

Lungo il sentiero per l’Hickman Bridge
Hickman Bridge, un impressionante arco di roccia
L’Hickman Bridge visto da sotto
Incontri sotto l’Hickman Bridge
Il panorama su Capitol Reef dal sentiero per l’Hickman Bridge

Lasciamo Capitol Reef percorrendo la bellissima UT24, altra scenic byway che attraversa dei paesaggi davvero assurdi, sembra di essere sulla Luna. Non mi sorprende che in questa zona si trovi la MARS RESEARCH STATION, dove i robottini che sono partiti per Marte si sono esercitati (si tratta di una zona militare proprietà privata in cui ovviamente non si può entrare, però noi non abbiamo trovato nemmeno l’accesso alla stradina che porta alla proprietà).

Alcune rocce lungo la UT24 sono davvero assurde
Avvicinandosi a Goblin Valley, il paesaggio si fa ancora più particolare

Gironzolando fra gli hoodoos a Goblin Valley

Ci fermiamo a fare benzina ad Hanksville, un vero paesino in mezzo al nulla, e raggiungiamo l’ultima tappa della giornata prima di giungere a Moab, dove ci fermeremo due notti: GOBLIN VALLEY.

Si tratta di uno State Park (non compreso quindi nella tessera dei parchi nazionali) caratterizzato da una foresta di piccoli hoodoos, i goblins appunto, tra cui passeggiare e perdersi. È stato divertente gironzolare e saltellare attorno a queste curiose rocce, nonostante il caldo davvero assurdo: Goblin Valley si trova infatti in mezzo al deserto, per miglia e miglia attorno non c’è nulla, e nel pomeriggio il caldo era davvero torrido.

Prime strane formazioni rocciose nei pressi dell’ingresso a Goblin Valley
Le Three Sisters a Goblin Valley

Fa giusto un po’ di caldo in questo periodo a Goblin Valley…

Dopo un’oretta a sciogliersi tra i goblins, riprendiamo la strada per Moab deviando per la panoramicissima UT128, molto bella e variegata. Guido io per un bel pezzo, costeggiando il Colorado (avvistiamo anche una volpe). Prima di arrivare a Moab ci fermiamo a vedere le FISHER TOWERS, colonne di roccia che è possibile raggiungere con un trail. Arriviamo a Moab in tempo per fare checkin e andare a cena, resteremo qui per due notti perché dobbiamo rivedere volentieri Arches e Canyonlands, facendo tutte le cose che nel 2010 ci erano sfuggite.

UT128

Le Fisher Towers, poco prima di arrivare a Moab lungo la UT128
Fisher Towers

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